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Le ultime notizie dal Centro di Riabilitazione “Enzo Buongiorno” in Burundi

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Il Centro di Riabilitazione intitolato al fondatore di AIM Group, Enzo Buongiorno, è stato realizzato per aiutare le persone con disabilità motorie e offre trattamenti post-trauma e riabilitazione post-chirurgica. Il Centro di Riabilitazione è uno dei progetti di FIMAC e si trova a Bubanza, un villaggio sulle colline a un’ora di auto di distanza da Bujumbura, la capitale del Burundi.

Dalla sua apertura nel 2016, il centro ha trattato in totale 555 pazienti, di cui 299 d’età inferiore ai 5 anni. I nostri piccoli pazienti sono in cura per handicap legati a disabilità fisiche come instabilità delle ossa, articolazioni o muscoli che portano a importanti limitazioni nei movimenti. Le cause comuni che danno origine a disabilità motorie sono la poliomielite, la paralisi cerebrale, le distrofie muscolari, l’amputazione, le fratture o le lesioni della colonna vertebrale, della testa, dei tessuti molli, ecc.

Durante la nostra ultima missione in Burundi nell’aprile 2018 abbiamo potuto osservare i progressi del team di fisioterapia che supporta la riabilitazione di questi bambini. I fisioterapisti lavorano per migliorare le loro capacità di movimento e le loro prestazioni in attività che diamo per scontate come stare seduti, in piedi o camminare, nonché per migliorare la loro flessibilità, forza e resistenza. Siamo molto orgogliosi di poter aiutare le famiglie ad accettare e curare i bambini con handicap e come AIM Group continueremo a sostenere e sviluppare questo progetto.

giovedì
7
giugno 2018
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OSTEOMIELITE EMATOGENA IN AFRICA

by admin

Martedì 19 giugno 2018 – Ore 17.45
Accademia Lancisana, Borgo S. Spirito 3 – Roma

PROGRAMMA DEL SIMPOSIO

lunedì
4
giugno 2018
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Scarpe

by admin

Ricordo quando mia madre mi portava a comprare le scarpe in via del teatro Valle a Roma. Scarponcini di vitello marrone chiaro con i lacci, la suola in cuoio, e quel buon odore della pelle di qualità conciata all’olio. Il negoziante regalava ai piccoli clienti un giocattolo: di solito una macchinina. Uscivo dal negozio con le scarpe ai piedi e il giocattolo, in uno stato che penso sia quanto di più vicino alla felicità si possa immaginare. A scuola, durante la ricreazione, giocando al pallone cercavo di non rovinarle.
Credo che sentimenti analoghi accomunino i bambini a tutte le latitudini.
Ne ho avuto conferma a Bubanza dall’espressione di gioia dei piccoli pazienti ai quali ho dato le belle scarpe nuove portate dall’Italia.
Questo è stato possibile per il generoso dono della signora Margherita Caccetta, erede della prestigiosa ditta omonima di calzature ortopediche in Roma.
La signora Caccetta ci ha messo a disposizione un gran numero di scarpe, alcune già consegnate alle Suore di Santa Teresa di Calcutta a Bujumbura, altre destinate ai nostri assistiti a Bubanza ed agli ospiti dell’orfanotrofio annesso all’Ospedale.
Le scarpe più specificamente ortopediche sono utilissime a fini correttivi e nel post operatorio.
Grazie ancora per questo dono.

Pietro Ortensi

giovedì
22
febbraio 2018
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Bubanza, Burundi, 13 febbraio 2018

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Si è svolta dal 17 gennaio al 7 febbraio 2018 la missione a Bubanza presso il “nostro” ospedale in Burundi.
Partecipanti il Dr. Piero Petricca (organizzatore) e l’infermiera Mara Carrupt per la Fondazione “ANDARE OLTRE ONLUS”e il Dr. Pietro Ortensi per la FIMAC ONLUS, istituzioni come sempre in stretta collaborazione.
Sono stati operati 35 pazienti per le seguenti patologie: osteomieliti, malformazioni, esiti di traumi e ustioni.
Sono state impiantate dal Dr. Petricca, aiutato dal sottoscritto e dalla strumentista Mara Carrupt, 2 protesi totali d’anca.
E’ inoltre proseguito il lavoro sulle osteomieliti con utilizzo di cemento antibiotato (gentamicina o gentamicina e vancomicina), tecnica che sembra offrire risultati incoraggianti (vedi Atti Accademia Lancisiana vol. 61, n°4 2017, consultabile on line sul sito della Accademia Lancisiana).
Nei programmi per la futura attività la diagnosi di drepanocitosi su grandi numeri con un test rapido. L’anemia falciforme o drepanocitosi è una emoglobinopatia su base genetica ampiamente presente in Africa centrale significativamente collegata all’osteomielite.
A tal proposito ricordo che il giorno 19 giugno 2018, presso l’Accademia Lancisiana in Roma che offre dal 2012 il patrocinio alla FIMAC onlus, si terrà un simposio organizzato e moderato dal Dr. Ortensi dal titolo “OSTEOMIELITE EMATOGENA IN AFRICA”. Libera la partecipazione e, per chi interessato, verrà rilasciato a richiesta un attestato di partecipazione.

Dr. Pietro Ortensi

mercoledì
14
febbraio 2018
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ROHERO, Bujumbura, Burundi, 9 maggio 2015

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Rohero è un quartiere periferico di Bujumbura dove hanno la loro casa le suore di Santa Teresa di Calcutta, le persone più vicine alla santità che mi sia possibile immaginare. Sono là ad accogliere i più disperati e ad assisterli, attive ed efficienti mosse da sentimenti che non nascondono una sotterranea depressione, come può accadere in chi si dedica all’assistenza del prossimo, ma motivate da qualche cosa di forte e risoluto che non riesco a definire e che certo ne fa persone speciali. Arriviamo a Rohero dopo aver attraversato Bujumbura, normalmente rumorosa e animata da un traffico sregolato e allegro dove le macchine discutono “a colpi di clacson”, oggi stranamente silenziosa e vuota come non l’avevamo mai vista. Una città deserta in un silenzio innaturale e allarmante. Lo sgangherato taxi bianco e azzurro si ferma davanti al cancello di ferro, suona, il portiere apre e, senza scendere dall’auto, entriamo nel cortile vuoto. Uno spazio con al centro un grande albero di mango sotto la cui ombra sempre si raccolgono gli “ospiti” di Rohero: persone accoglienti, sorridenti anche se le più diseredate. Cerchiamo le suore, suoniamo il campanello della loro abitazione, dopo un po’ scende una di loro. Ha l’aria preoccupata. Spaventata va a chiamare la superiora, la giovane suora indiana dall’espressione dolcissima. Lei arriva, ci accoglie, ritrova il sorriso. Le chiediamo se ha pazienti da farci visitare. Lei chiama un bambino con una osteomielite della tibia (una grave infezione dell’osso) poi una donna con una frattura di femore mal consolidata e una vecchia con un polso deforme. La tensione si allenta, il cortile si ripopola affollato e vivace come siamo abituati da anni lo conosciamo. Domani mandaci i pazienti da operare in Ospedale a Bubanza. Non hai paura? Domani è un giorno speciale, c’è un’importante manifestazione, andare in giro è pericoloso. Tutti i giorni sono speciali ma domani è più speciale. Ci vediamo domani. Lasciamo Rohero che tutto sembra essere tornato alla normalità: la paura, la violenza per il momento sono vinte. L’importante è continuare a fare “malgrado”. D’altra parte è nella logica del vivere, si fa e si continua a fare malgrado, si sa, tutto debba finire. Vicino c’è una scuola, si sentono le voci dei bambini che imparano a memoria con un’allegra cantilena.

Pietro Ortensi

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lunedì
25
gennaio 2016
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Missione Maggio 2015

by admin

Dal 9 al 23 Maggio del 2015, la FIMAC ha inviato una missione in Burundi composta dai chirurghi prof. Vincenzo Monti, dr. Pietro Ortensi, dr. Stefano Carbone e da un anestesista, il dr. Alfredo Antonucci.

Prima della partenza, le notizie che arrivavano dal Burundi non erano molto rassicuranti, in quanto nelle ultime settimane si erano svolte numerose manifestazioni contro il governo, con gravi incidenti e manifestanti uccisi. Nonostante ciò, l’equipe è partita con lo spirito di sempre e con anche un ecografo portatile di ultima generazione da donare all’ospedale di Bubanza.

All’arrivo, una Bujumbura spettrale ci ha accolti, con pochissime persone in giro per la città e piena di militari armati fino ai denti sparsi per le vie. Anche il centro di sanità di Rohero delle suore di Calcutta era stranamente semi vuoto, in quanto parte della popolazione è emigrata nei paesi limitrofi e le persone rimaste in città difficilmente si avvicinavano ad una zona pericolosa come quella di Rohero. Per fortuna, il sorriso delle suore che ci hanno accolto come sempre o anche più calorosamente di sempre ci ha dato la giusta carica per iniziare la missione.

Nelle due settimane passate a Bubanza, ci siamo dedicati totalmente alla gestione dei malati, con una trentina di interventi di chirurgia ortopedica maggiore e quasi un centinaio di visite mediche. Inoltre, abbiamo potuto seguire da vicino un giovane infermiere a cui era stata asportata la testa dell’omero e a cui poi è stata impiantata una artroprotesi inversa di spalla grazie alla collaborazione tra FIMAC Onlus, Andare Oltre Onlus rappresentata dal dr. Piero Petricca e la LIMA Corporate, nota azienda italiana di protesi di varie articolazioni. Quotidianamente, questo paziente ha eseguito un’ora circa di riabilitazione, passando da una spalla bloccata fino ad una più spalla con una articolarità più che soddisfacente.

Queste due settimane sono state intense e piene di lavoro come al solito; questa volta la fatica si è resa più pesante a causa della brutta atmosfera in cui versava e versa tuttora il Burundi, a causa di disordini politici, tentati colpi di stato, manifestazioni spente con colpi di arma da fuoco, morti e soprattutto con un degrado generale sempre maggiore, con beni di prima necessità come acqua e luce sempre più mancanti.

Non è questo quello di cui ha bisogno il Burundi. A nome di tutta la fondazione, speriamo che questa delicata situazione politica si risolva presto e soprattutto si risolva per il meglio della martoriata popolazione burundese.

Stefano Carbone

martedì
14
luglio 2015
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Per un pezzo di pane – Bubanza Burundi 16 maggio 2015

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C’è un bell’albero di limoni subito fuori dalla casa dove noi medici alloggiamo a pochi passi dall’ospedale. Quel giorno avevo deciso di raccoglierne alcuni da spremere ed aggiungere il succo all’insipida acqua sterilizzata con la bollitura che usiamo da bere per migliorarne così il gusto.

Provo a scuotere l’albero, poi con un lungo ramo batto sui frutti per farli cadere: inutilmente. Compare all’improvviso un uomo, probabilmente uno degli operai che stanno costruendo il muro intorno all’ospedale come voluto dalla Direttrice per ragioni di sicurezza e decoro. E’ un individuo molto magro, di bassa statura, con la pelle e gli stracci dello stesso colore della terra scura accumulata in mucchi dallo scavo delle fondamenta. Vede i miei sforzi e, rivolgendosi a me in una lingua incomprensibile che da per scontato io debba capire, indica l’albero poi, con lentezza e qualche difficoltà, si arrampica. Strappa i limoni e li getta verso di me che col naso all’aria seguo dal basso l’operazione. Sette bei limoni della qualità con la buccia spessa, profumati ma non come quelli cui siamo abituati in Italia forse perché, come ho sentito dire, la rapida crescita della pianta a questa latitudine sotto la tremenda spinta vitale che deriva dal sole e dall’acqua, non permette loro quell’arricchimento di aromi e profumi che richiede tempo e stagioni.

Raccolgo i limoni nella camicia sfilata dalla cinta tenuta per i pizzi ed usata come un sacco. Sto per allontanarmi quando l’uomo rivolgendosi a me pronuncia una misteriosa parola: “umukatie”, la ripete indicando lo stomaco evidentemente vuoto sotto il torace di cui si contano le coste. Entro in casa e chiedo il significato della parola a Pontienne (la persona ormai di famiglia che da tanti anni si occupa di noi durante le missioni), lui dapprima non capisce poi ripete la parola correggendone la pronuncia e spiega: umukatie vuol dire pane. Prendo in cucina un pezzo di pane, mi sembra poco come ricompensa, quasi mi vergogno, è dolce, fatto con una farina bianca molto raffinata e non sfigurerebbe al tavolo di un raffinato ristorante romano, esco lo do all’uomo che soddisfatto si allontana con gesti di ringraziamento.

Comincio a capire, mi vengono in mente riferimenti evangelici e poi quell’espressione “per un pezzo di pane” comunemente usata a significare “in cambio di poco, a basso prezzo”. Ma evidentemente il valore del gesto concreto in un contesto così diverso può cambiarne radicalmente il significato. Non credo che in futuro userò questa espressione con superficialità e senza riflettere.

 

Pietro Ortensi

lunedì
22
giugno 2015
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The importance of giving something back

by admin

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venerdì
8
maggio 2015
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Si ringrazia Ethimo per sostenere la Fimac

by admin

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Comunicato stampa

 

mercoledì
6
maggio 2015
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Settimana della Cultura

by admin

calcuttapicsAccademia Lancisiana – Borgo S. Spirito 3
Martedì 14 aprile – ore 17.00
Vi aspettiamo alla Conferenza del
prof. Vincenzo Monti e dott. Pietro Ortensi
“Impatto Sociale della Fondazione per la chirugia ortopedica FIMAC con la cultura del Burundi in Africa Equatoriale”

mercoledì
8
aprile 2015
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La Medicina Italiana nei Paesi in via di sviluppo

by admin

CONVEGNOScarica il programma

lunedì
16
marzo 2015
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Amahoro

by admin

E’ finita un’altra missione in Burundi, la seconda e spero non l’ultima. Ho avuto l’onore di accompagnare per una volta ancora il professore Monti e il professore Falez e a noi si è unito il prof . Alfredo Schiavone Panni, Ordinario di Ortopedia presso la Facoltà di Campobasso.
Cosa dire…non vedo l’ora di tornare. La prima volta, un anno fa, era come essere messo al mondo, succede e non sai perché… è accaduto! Ma questa volta è stato differente, la malattia d’Africa mi è entrata nel sangue. La forza dirompente della natura si manifesta completamente nella gioia di vivere di questo popolo.
Quello che mi manca sono i sorrisi, le strette di mano, gli abbracci e la giovialità del popolo burundese che non mancano mai nella quotidianità o nella sofferenza. La pace interiore che l’Africa ti trasmette è difficilmente descrivibile ma come una malattia è da infettare, hanno bisogno di noi e noi di loro…

Achille Contini

mercoledì
11
febbraio 2015
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